Un tempo fermo, triste, crudele, derubato dei sogni, libertà e futuro raccontato in musica e parole da una memoria tutta femminile. Quella di donne che l’olocausto lo hanno conosciuto, respirato, nei  campi di sterminio.

Cosa sia successo ce lo spiegano a tratti, Lucille, Mira, Rebecca, Madlene, Gerty, Helen, Gisa e con loro tante altre. Donne che attraverso lettere, quaderni, diari e opere letterarie sono state capaci di dare valore alla memoria, raccontando di un pudore violato dal grigio surreale della costrizione e della sottomissione alla follia umana.

Dai quaderni, dai diari e dalle lettere provengono parole dense e concise, fotografie riproposte agli occhi dell’oggi, come pagine strappate dal libro della loro vita e rifatte vivere grazie al teatro per ricordare uno dei periodi più bui che la Storia non deve dimenticare.